FILM SPERIMENTALE e MOSTRA ARTISTICA

20 – 11

Per iniziare a spiegare il film 20|11, bisogna innanzitutto capire che non stiamo parlando di un film, ma di un progetto.
Stiamo parlando di quadri, non di inquadrature. Per l’esattezza 54 quadri che uno dopo l’altro ci ipnotizzano per un’ora e mezza. Uniti insieme, stacco dopo stacco, non hanno l’ambizione di raccontare nulla.
Il progetto 20|11 è un film che racchiude otto mesi di lavoro. Non sono gli otto mesi che hanno permesso di realizzare il film ma è il film che racconta tutti gli otto mesi.
20|11 evolve il pensiero della pop art. E ne crea uno nostro personale. Le icone che vogliamo mostrare sono quelle che per noi sono icone attuali.
Alcune vengono create attraverso il film, e poi mostrate all’interno della mostra (fondamentale a ogni proiezione) e sono tutti gli elementi scenografici curati e realizzati da Valeria Facelli.
Altri simboli, invece, sono da individuare all’interno dei vari quadri, e sono appunto quelli che nel 2011 abbiamo individuato come Pop. E in modo preciso in quell’anno. Le varie icone sono da ricercare, ed è allo spettatore più curioso che si richiede di individuarle e ampliarne il significato. Anche il metodo di ricerca che viene chiesto allo spettatore è pop. La ricerca su google.
Il film non focalizza l’idea sulla storia, e nemmeno sui personaggi. Il protagonista vero della storia è lo spettatore. Il film vuole portare ad un livello nuovo lo spettatore, al quale è richiesto di lasciarsi ipnotizzare e, perchè no, addirittura di socchiudere gli occhi. Il film può avere una visione ipnotica o distratta. Una seconda visione potrebbe addirittura far perdere l’idea del tempo, si perde l’idea di quale punto del film ci troviamo.
L’importante è capire prima della visione che insieme si sta affrontando un viaggio, come se fosse un viaggio all’interno di un museo dove i nostri quadri sono appunto le inquadrature del film, gli attori protagonisti sono semplici spettatori o comparse, tutto il resto dal momento in cui guardiamo il film, alle sensazioni tutto è opera d’arte. Opera d’arte è il tempo.
Ecco perchè all’interno della mostra, che fa da cornice al film, insieme alle scenografie di Valeria Facelli, troviamo anche le fotografie di Marco Barnabino della mostra Eva (spin off del film), la trilogia del peccato originale (tre film di videoarte realizzati dal regista Alex Zarino) e gli articoli di giornale della prima proiezione. Anche questi sono opera d’arte.
Prima proiezione che coincide con l’ultima ripresa del film. Infatti all’interno del lungometraggio, si possono vedere dei quadri ripresi durante la prima proiezione, con l’audio degli spettatori, una sorta di metacinema. Proiezione non a caso fatta il 22 febbraio 2012, a venticinque anni dalla morte di Andy Warhol, maggior esponente di Pop Art.
Questo è 20|11, in cui nulla è lasciato al caso, ma tutto è calcolato al minimo fotogramma, addirittura la durata. Lo spettatore si deve sentire dentro la casa (il set) e giocare col film.

FOLLOW US!