Storie di blog – L’importanza di avere un blog

Era il 2011 e mi trovavo in un bar a Torino durante una pausa pranzo. In quel periodo stavo svolgendo un lavoro come addetto stampa nello staff dell’ufficio di comunicazione di un ente istituzionale.

Amo scrivere, adoro fotografare e leggere quindi, quella mansione, seppur inerente a un ambito che non mi entusiasmava più di tanto, la svolgevo volentieri e, durante la giornata,  non mancavano le gratificazioni e gli aspetti dinamici e positivi.

Tuttavia sentivo che mi mancava qualcosa, quel quid pluris che ti fa emozionare ed appassionare quando al mattino ti alzi dal letto e non vedi l’ora di iniziare la giornata di lavoro.

Stavo aspettando il mio pranzo quando iniziai a sfogliare distrattamente una rivista.

La prima pagina che aprii a caso raccontava la storia di Scott Schuman alias The Sartorialist.

Schuman può essere considerato il primo fashion blogger al mondo e più che i numeri che comunque erano impressionanti sugli utenti del suo blog che si traducevano in collaborazioni ben retribuite, rimasi profondamente colpito ed affascinato dalla sua storia personale dalla quale  il suo blog era nato.

Potete leggere la storia di Scott Schuman cliccando qui.

Non ero nuovo al mondo dei blog e dei blogging.

 

Ho fin da bambino avuto un forte interesse per tutto quello che riguarda il mistero e nel 2007, assieme ad un amico giornalista, decisi di aprire un sito per mettere online tutto il materiale che avevo raccolto.

Ma come creare un sito online per questo scopo? Non ero un programmatore e non avevo un budget adatto da investire per pagare un programmatore.

Così, un bel giorno, iniziai a girare vari negozi di computer alla ricerca di qualche software che mi permettesse di creare da solo un sito.

Trovai un programma che costava anche relativamente poco e lo installai sul mio Pc iniziando, nei giorni successivi, a progettare la mia piattaforma (che decisi di chiamare Andromedia) e a caricare i primi contenuti su un dominio che avevo acquistato.

I risultati furono disastrosi, imbarazzanti. Dovevo caricare tutto con un procedimento lungo e tortuoso, la grafica e il layout del sito erano inguardabili e non funzionava mai niente.

Una sera, mentre stavo imprecando per caricare un’immagine che non ne voleva sapere di tenere le giuste dimensioni, ecco la grande scoperta: il blog.

Aprii il mio primo blog su Blogger di Google e poi, negli anni successivi, mi appoggiai a WordPress sia la versione .org che .com e iniziai ad appassionarmi e a studiare il mondo dei blog e del blogging.

Negli anni ho aperto e gestito vari blog su più temi. Mi sono divertito, ho conosciuto persone, ho smanettato parecchio.

Mi rendevo conto che il caricamento sul blog era semplice e chiaro e potevo vedere anche le statistiche: quante persone leggevano i miei contenuti, da dove si collegavano, cosa andavano a vedere.

Tornando a quella pausa pranzo a Torino, dopo aver letto quell’articolo, mi venne voglia di riaprire un blog. E lo aprii. Era un blog che parlava di viaggi enogastronomici: decisi di chiamarlo Terre di Gusto.

Con quel blog riuscivo a soddisfare un’esigenza fondamentale per me ossia quella di scrivere e fotografare dando libero sfogo ai miei interessi e alla mia creatività in totale autonomia avendo anche un riscontro e una risposta da parte del pubblico. Una sorta di terapia che mi permetteva di rendere meno monotona la routine quotidiana.

Nel tempo ho letto e ascoltato le storie di varie persone che hanno aperto un blog basandosi sulla mia stessa esigenza e alcuni di loro, in piena crisi occupazionale, ne hanno anche fatto un lavoro non con un guadagno diretto ma utilizzandolo come biglietto da visita, trampolino di lancio, per collaborazioni, post publiredazionali o per lanciare prodotti tangibili come libri o corsi.

Poi arrivarono i Social. E qui si apre un universo a parte.

Lo confesso, negli ultimi anni, per un certo periodo di tempo, ho abbandonato il blog a favore dei Social, Facebook in primis.

Attenzione, non ho detto di aver abbandonato il blogging, ma il blog. Avevo, in altre parole, deciso di abbandonare la piattaforma Blog non la creazione, caricamento e diffusione di contenuti. Insomma il mio bloggare si era trasferito da WordPress alle pagine Facebook in una apparente gratificazione dovuta al consenso dei Like, dei commenti (che sui Social sono più numerosi perché immediati) e delle condivisioni.

Una bulimia mediatica che, mi accorgo ora, sembra essere stata solo apparente.

Sono tornato ad utilizzare il blog proprio grazie al Social che me lo aveva fatto abbandonare: Facebook.

Tutto questo non a causa del cambio di algoritmo sulle pagina Facebook che penalizza la diffusione organica ma a causa di alcuni messaggi che mi sono arrivati su Messenger.

Da circa un anno ho iniziato un diario su un luogo che amo particolarmente: Ibiza. Su questa splendida isola  delle Baleari sto facendo alcune ricerche storiche e culturali per mettere in evidenza l’aspetto che esula dallo stereotipo della vita notturna.

Ho così iniziato a caricare contenuti fotografici, video e testuali sulla mia pagina Facebook condividendoli in un gruppo community su Ibiza.

Ebbene, sono stato contattato più volte in privato da persone che mi chiedevano dove potevano reperire il materiale delle varie “puntate”. Questo perché su una pagina Facebook non esiste per ora la possibilità di creare un archivio immediatamente fruibile con categorie e tag come su un blog. I miei lettori sentivano e mi chiedevano di soddisfare questo loro bisogno.

A parte questo mi mancava il blog:

mi mancava il fatto di poter scrivere su uno spazio mio in totale autonomia

mi mancava l’andare a vedere le statistiche

mi mancava il blogging che è sempre stato un po’ la mia terapia.

Così ho riaperto un blog.

Con questo non sto dicendo che Facebook non sia importante, anzi è fondamentale soprattutto di questi tempi ed è vitale anche  per la vita di un blog perché ormai, parlo a titolo personale, la maggior parte delle visite arriva proprio da Facebook.

Però il blog ha un fascino e ritmi diversi.

Gianluca Marino – Scrittore e Blogger

Autore apprezzato per la capacità di andare alla ricerca e di raccontare storie insolite e misteriose.  Altre storie su: gianlucamarinostorie.net